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Favole al telefono | Gianni Rodari

 " Mi hanno detto che quando il signor Bianchi chiamava 
Varese le signorine del centralino sospendevano
tutte le telefonate per ascoltare le sue storie.
Sfido: alcune sono proprio belline".




Se cerchiamo un autore matto, intelligente, pieno di empatia, e che sappia scrivere davvero bene quell'autore è il caro Gianni.

Gianni Rodari scrive libri per bambini.
Sinceramente non capisco cosa voglia dire. Ci sono libri che possono essere letti da un certo genere di pubblico, e libri che certi lettori e lettrici non riescono a leggerli. Ci sono libri che possono essere letti, da qualcuno a qualcun altro. Magari le mamme e i papà possono leggere i libri ai loro piccoli che ancora non sanno farlo. Oppure ai bambini pigri.
Ci sono libri che anche se consigliati ad adulti, questi adulti non li leggerebbero mai, neanche sotto tortura.
I libri horror ad esempio, o i libri true crime. O i romanzi rosa.

Se decidiamo, quindi, di non far riferimento a questa categorizzazione, e ignorare bellamente i consigli sull'eta di lettura (questo riporta da 6 anni, con buona pace di mia nipote che già a 4 anni se la spassava un mondo a farselo leggere), Gianni Rodari è uno degli autori più contemporanei e intelligenti che possiamo vantare in Italia.

Si è dedicato con talmente tanto impegno a scrivere libri "per ragazzi" da riuscire a innovare il genere, producendo una vastissima bibliografia, accessibile e divertente.

Favole al telefono è del 1962, e la mia edizione Einaudi è impreziosita dalle illustrazioni di Francesco Altan, altro bel mattacchione, nonché papà della famosissima Pimpa.

Si diceva, le Favole al telefono sono le favole che il ragionier Bianchi racconta al telefono alla sua bambina. Il ragioniere è costretto a viaggiare moltissimo per lavoro. Lui è sempre in viaggio, girando l'Italia da un capo all'altro, ma sua figlia non riesce ad addormentarsi se prima non le ha raccontato una bella storia. E siccome negli anni '60 il telefono doveva costare parecchio, era costretto a raccontarle storielle, storiucce, cose brevi insomma.
Grazie a queste piccole storie, che sono come gemme preziose, possiamo conoscere il punto di vista del nostro amato Gianni, e come la pensava sui bambini, e la conclusione per me è che fosse un uomo straordinario.

Si pensi alle favole Il paese senza puntaLa guerra delle campaneLa fuga di PulcinellaProcesso al nipote o Il paese con l'esse davanti che ci fanno capire bene cosa ne pensava della guerra, della violenza, del potere e della libertà.

Si pensi alle storie che scrive che parlano di sogni, di soprusi e di riscatti. Di voglia di vivere.
Oppure a come descrive i bambini, le loro goffaggini, le piccole distrazioni o l'esuberanza. Era un maestro, le conosceva bene e soprattutto le capiva.

Si pensi anche al modo in cui tratta di temi importanti e difficili come la morte.
Come si spiega nella maniera "giusta", a un bambino o a una bambina così piccoli, cos'è la morte?
Gianni Rodari ci aiuta, mostrandoci che con parole semplici e sincere è possibile parlare di tutto.
Ci insegna anche un'altra cosa incredibile: l'importanza che hanno i bambini nella nostra vita, nella nostra società e comunità. Saranno loro gli adulti del domani, saranno loro che porteranno avanti quello che noi stiamo facendo oggi.

Altra cosa che trovo fenomenale e divertentissima è la gioia di leggere nelle sue pagine i nomi di tantissime città, anche le più piccole e dimenticate. Anche quei paesini con nomi improbabili che mai penseresti che esistano. Lui le cita, le rende teatro delle sue favole, permette a tutti di viverle, richiamarle alla memoria. Insomma riesce a far contenti tutti.

Ma se devo proprio dire cos'è la cosa che più di tutte mi ha fatto impazzire di questo libro (che mi è piaciuto da matti!) è come tratta i numeri.
Immaginatevi che state leggendo una bella favola dove bisogna riuscire a non far rompere più troppe cose a certi bambini esuberanti. E il ragionier Gamberoni, uomo accorto e assai intelligente trova una genialata: costruire un palazzo dove poter sfogare la propria esuberanza senza danneggiare nulla e nessuno! Per farlo però servono dei soldini, ma a conti fatti è comunque un bel risparmio, perchè il danno provocato sfasciando tutto era una bella sommetta: millanta tamanta quattordici e trentatré! Pensate un pò!

Potrei andare avanti per pagine e pagine, trovando cose che mi sono piaciute, che mi hanno commosso o intenerito in queste Favole al telefono, ma preferisco fermarmi qui e consigliarvi di leggerlo, e già che ci siete di recuperare altri, quanti più riuscite. E di non farvi ingannare dall'età consigliata: + 6 è solo un numero, Gianni Rodari scrive per tutt*.


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