Non sappiamo dove sia ambientato il romanzo, non sappiamo neanche in che epoca.
Mettiamo in dubbio persino che possa svolgersi sul pianeta Terra. Sappiamo solo che ci sono trentanove donne rinchiuse come prigioniere, in isolamento, dentro un bunker sotterraneo. Non sappiamo come siano finite in gambia, non sappiamo da chi siano
state fatte prigioniere, sappiamo solo che a fare loro da carcerieri ci sono degli uomini, guardie violente e ben addestrate. Non parlano, non comunicano in alcun modo se non con la frustra.
Le donne non hanno memoria di come o perché siano finite lì dentro. Non sanno quanto tempo sia passato dalla loro incarcerazione. Hanno solo fragili e appannati ricordi di un passato molto lontano, quando forse vivevano una vita normale. Le donne sono confinate in una gabbia, e la luce nel sotterraneo è sempre accesa, intanto gli anni passano.
Tra di loro c’è una ragazza - la piccola -, la quarantesima donna, senza nome e senza passato.
Questa piccola, sola, emarginata e diversa da tutte le altre sarà la chiave per la loro speranza di fuga e per sopravvivere quando inaspettatamente riusciranno a tornare in superficie.
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Jacqueline Harpman
Io che non ho conosciuto gli uomini
Trad. Sara Clamor
Blackie edizioni 2024
18,90€ o gratis in biblio

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